Anche se non si direbbe, non ho più parole.

Non voglio iniziare il solito dibattito sui soliti temi scottanti, detesto queste cose, se non altro perché scarseggio di opinioni e rischio di sventolare di qua e di là come una banderuola.

Leggete questa notizia: Cambia sesso e, deluso, ricorre all’eutanasia

A me questa storia sembra la più tragica versione moderna dei Malavoglia. Presente?, quale perturbazione debba arrecare in una famigliuola vissuta fino allora relativamente felice, la vaga bramosia dell’ignoto, l’accorgersi che non si sta bene, o che si potrebbe star meglio.

Chi cerca di andare incontro al proprio destino ci rimane secco. Questo è un caso eclatante, ovviamente, ma vale per tante altre situazioni.

Più ci evolviamo più ci (auto)inganniamo. Solo perché siamo – a quanto pare – la specie più avanzata del pianeta, ci dimentichiamo che certe cose non sono in nostro potere. Il problema è che, dimenticando questo, continuiamo a creare nuovi modi per sconvolgere la natura. Non ti piaci femmina? Puoi diventare maschio! Non ti piaci nemmeno maschio? Ucciditi tranquillamente, «in tutta serenità»!

Non voglio dare un giudizio morale, semplicemente dico che la società ci presenta continuamente delle scorciatoie, ma le scorciatoie sono quelle che fanno arrivare il lupo a casa della nonna prima di Cappuccetto Rosso.

La vita non è facile. Nessuno ha mai detto il contrario. Quindi perché ci ostiniamo a prendere sempre la strada più facile? (ok, non voglio generalizzare, ora parlo per me) Quest’uomo / questa donna, forse, avrebbe potuto vivere meglio la sua vita sforzandosi non di cambiare ma di accettarsi. Di accettare. E lo dico dall’alto della mia incapacità di accettare, di accettarmi.

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41 risposte a Anche se non si direbbe, non ho più parole.

  1. ilgattosyl ha detto:

    Accettare e accettarsi. Quanto sono importanti questi concetti e quanto siano a volte difficili da applicare. Però è anche difficile trovare una regola che valga per sempre. Alla fine è sempre il buonsenso che deve guidare.

  2. scatenolamente ha detto:

    ognuno ha il diritto di sceglie di vivere o non vivere la propria vita, ognuno ha il diritto di sceglie se accettare o meno quello che è e quello non è .. ognuno sa se è in grado di farlo o sopportarlo .. noi, possiamo solo giudicare noi stessi !!!

  3. napalm4all ha detto:

    Sono notizie che mi lasciano con la faccia a punto interrogativo.
    Non riesco a capire se sono davvero notizie, se sono notizie da leggere tipo “ehi guarda che la normalità/realtà sta diventando questa”, oppure boh.
    Deve essere questa l’interpretazione giusta. Oppure boh.

  4. Coso ha detto:

    In realtà, non sono d’accordo con una sola riga di questo post.
    È evidente che questa persona avesse dei problemi psicologici e che non sia stata seguita a dovere né prima dell’operazione, né dopo.
    Ma è altrettanto evidente che è un caso più unico che raro. Tendenzialmente chi decide di cambiare sesso, dopo l’operazione, vive una vita serena e normale.
    Per quanto riguarda il discorso eutanasia, invece, in linea di massimo trovo discutibile che una persona con problemi psicologici possa ricorrervi, ma per quanto riguarda i problemi fisici è un diritto che andrebbe garantito anche qui in Italia.

    • pilar93 ha detto:

      Sì no infatti, per i problemi fisici c’è tutto un altro discorso.
      Ma non è neanche il fatto in sé di cambiare sesso, è solo che questa storia mi ha messo addosso una tristezza allucinante. E ho scritto questo post un po’ a caso, perché nemmeno io so bene in particolare cosa mi urta così tanto.
      Però mi urta.

  5. Signorasinasce ha detto:

    Questa persona era prima di tutto malata. Ma non perché transgender, bensì perché portata all’auto lesioniamo che è sfociato in un suicidio. Il primo capitolo del tomo di Psichiatria dedica alla materia tanta attenzione precisando che trattasi di MALATTIA.
    Detto questo ho detto tutto Pilar.
    Il motivo scatenante del gesto poteva essere qualsiasi…
    Ti lascio un sorriso
    S

    • pilar93 ha detto:

      Sì no ma sul fatto che non stesse bene siamo tutti d’accordo, certo. È che mi ha reso tristissima, ‘sta storia. Sarò stupida e banale ma è così.

    • love2lie ha detto:

      Scusa, che cosa sarebbe catalogato come malattia nel primo capitolo del tomo di psicologia ?

      • Signorasinasce ha detto:

        Non ho parlato di psicologia, ma di psichiatria.
        Gli psichiatri identificano il suicidio come il gesto autolesionistico più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in persone affette da grave depressione e/o disturbi mentali di tipo psicotico.
        Poi non so la pagina del tomo….ho scritto primo capitolo perché so che i casi TS sono particolarmente difficili da gestire presso le unità psichiatriche.
        Ciao

        • love2lie ha detto:

          Sì errore mio da ignorante della materia, psichiatria.
          Immagino che sicuramente i casi dei Ts siano difficili da trattare, perchè se le si analizza dal punto di vista della condizione di partenza chi ci dice con certezza che la loro sia una condizione di malattia psichica? Ci sono Ts perfettamente felici della loro condizione e a ben vedere, visto il cammino che intraprendono.
          E se la si analizza in relazione al fatto che l’incidenza dei numeri di suicidi nei Ts sia oltre la media, beh, saranno difficili da gestire lo stesso visto che il soggetto interessato è già trapassato.
          Socrate si è tolto la vita come gesto massimo di libertà e disposizione di sè stesso, tutte le generazioni successive non lo considerano esattamente un uomo affetto da turbe mentali depressive. Difficile stabilire cosa è bianco e cosa è nero, no?

          Sia chiaro che non voglio assolutamente fare della sterile polemica con te, la mia è solo curiosità in materia.
          Ciao.

          • Signorasinasce ha detto:

            Ciao, stai serena, sui blog è un vero peccato fare polemiche. Il nostro è solo uno scambio. Ho capito cosa vuoi dire e non ti nego che per talune sfumature la penso come te. Lo sono felici di essere dei Ts e ti dirò di più, spesso argomentano su come lo rifaranno, chi escogiterà il metodo infallibile migliore e via discorrendo. E’ una loro scelta di non-vita. Massima libertà sull’argomento, ma personalmente mi viene da incazzarmi con queste persone perchè ho visto morire bambini che volevano vivere e anziani che avrebbero venduto l’anima per restare ancora un giorno sulla terra con i loro cari.
            L’omicida, oltre ad essere un compulsivo, è estremamente egoista.
            Ad ogni modo la maggior parte delle persone che compie un gesto di simile violenza è seriamente compromesso mentalmente.
            Poi ci sono le eccezioni, come Socrate.
            W la libertà.
            Ciao

  6. leparoledinessuno ha detto:

    Ho strane teorie in proposito.
    Potrebbe essere che, dal punto di vista puramente biologico, ci siano delle mutazioni a livello cerebrale per cui risulta difficilissimo accettarsi !
    Credo che di noi sappiamo ancora poco, e i continui miglioramenti scientifici, per certi versi, vanno contro la stessa umanizzazione dell’uomo. (In senso metafisico).

    Risulta difficile, comunque, accettare queste cose. Rimangono solo delle tragiche realtà.
    Ciao.

  7. love2lie ha detto:

    Comunque non per fare il pignolo, ma visto che è un argomento su cui mi è già capitato di discutere, è uno dei problemi etici della modernità. Tecnicamente si chiama “libertà negativa” quella che sta alla base di tutto questo, e cioè la libertà di fare qualsiasi cosa uno voglia avendo come unico limite la libertà stessa (quindi senza limite alcuno). Tutta la contemporaneità tende a questo (suicidio assistito, libera disposizione del proprio corpo, modificazioni di genere..).Stabilire chi ha ragione e chi torto mi sembra tanto difficile quanto irrispettoso. Fammi pensare a qualcuno che lo fa da secoli…Non mi viene in mente ma sta a Roma e forma uno stato piccolino ma tutto suo..Il capo veste sempre con delle tuniche bianche…

    • pilar93 ha detto:

      Credo di aver capito l’allusione.
      Comunque ripeto, io non voglio giudicare, dico appunto che non ho parole perché non so bene nemmeno io come la penso, è un argomento troppo delicato.
      Io odio queste discussioni, e mi sono tirata la zappata sui piedi, lo so, semplicemente questa storia mi ha fatto rabbrividire. Perché boh, ho l’impressione che si stia andando verso la rovina. Ma questi pensieri disfattisti mi vengono sempre quando sento/leggo cose come questa. Forse la esagero io, non lo so, ma non credo si possa parlare di esagerazione quando si tratta di vita e di morte.

      • love2lie ha detto:

        Scrivendo un post così hai dato modo a tutti di dire la loro in un argomento dove la verità esatta non c’è, bell’autogol che hai fatto 🙂
        Alla fine dei conti se lasciamo da parte i giudizi, che sono sempre personali, resta solo l’amara constatazione di un essere umano che si è tolto la vita. E grazie al cielo che ci sono persone che ne rimangono rabbrividite come te, altrimenti saremmo ufficialmente diventati dei cyborg e non più degli uomini

        • pilar93 ha detto:

          Sì, ho fatto autogol più che altro perché io sono una poveraccia che poi alle provocazioni non sa mai come rispondere, sdeng.

          Per fortuna che un lato positivo c’è, dai. Sono immensamente umana. 🙂

  8. Sir Babylon ha detto:

    Chi lo sa. Forse avrebbe posto fine alla sua vita anche se non avesse cambiato sesso.

  9. DesioSicario ha detto:

    Personalmente, credo che da quando il concetto di bene e male é stato scorporato dalla realtà in cui vive uomo, ma additato come retaggio di una mentalità medioevale (nel senso che viene detto che per ogni persona non c’é un bene oggettivo, ma soggettivo, e quindi neppure un male oggettivo, ma una morale bigotta), l’uomo può davvero tentarle tutte per essere felice.
    Il problema é che nel mondo si parla tanto di rivoluzioni legate ai diritti, ma nessuno capisce che l’ansia e l’angoscia che assalgono un omosessuale o una persona che non accetta il proprio sesso, come pure un eterosessuale che non accetta la sua ragazza, i suoi figli, un divorzio da parte dei propri genitori sono uguali. L’inquetudine che ognuno di noi ha dentro, per la difficoltà ad accettare la propria storia, é così per tutti. Poi i cristiani vedono in questa sofferenza la croce resa gloriosa dalla risurrezione di Cristo, mentre i buddisti cercano di abbandonarla per arrivare alla beatitudine (che é in realtà una “perfetta” apatia).

    Io so solo che chi cambia sesso potrà diventare quello che vuole, ma la domanda di senso alla propria situazione non la trova in un’identità alternativa, ma nel sentirsi amato così com’é. Questa uomo/donna non si sentiva evidentemente voluta, e il suo suicidio (assistito) non può essere un “vedi cosa succede ai froci?”, ma un “vedi che chi non cerca una felicità oltre a quella che si può immaginare, o si accontenta di una sopravvivenza arrancante, o opta per farla finita?”. Insomma, un input per cercare oltre la piccola felicità che “ci basterebbe”.

  10. Julian Vlad ha detto:

    Accettarsi credo sia il primo passo per imparare a volersi bene. Volersi bene è il presupposto per cercare di migliorare se stessi e la propria condizione, sotto tutti i punti di vista.
    La persona di cui parla l’articolo che hai citato non si accettava perché non era stata accettata fin dalla nascita; temo abbia semplicemente (come osservi tu) tentato di percorrere la strada più semplice, o che a lei pareva tale, per cercare di sfuggire alla propria sofferenza. Invece è andata incontro ad una sofferenza ancora più grande, tanto da scegliere di non soffrire più, nel modo più definitivo possibile. E’ un tema delicato, ma (con le debite proporzioni) non mi è per nulla estraneo. E per questo, in ultima analisi, credo che questa persona infelice e sfortunata abbia avuto come sovrappiù di sfiga il fatto di non avere incontrato, nella propria vita, nessuno che fosse in grado di aiutarla a vivere, anziché ad autodistruggersi e morire.

  11. Vuc's ha detto:

    Invece ha preso un’accetta e si è accettato!

  12. L’idea delle scorciatoie come vie di masochismo m’ha un po’ colpita come una specie di rivelazione. Certo, la società ormai tende in questo senso, ma mica tutte le cosiddette scorciatoie sono errate. O meglio: il fine non lo è, il cercare di arrivarci in modo approssimativo o approssimato decisamente sì.
    Cerco di essere più specifica: non me la sento di condannare chi vuole cambiare sesso, forse meglio però fare un certo tipo di percorso prima ed acquistare una certa sicurezza (profonda). Giusto per fare un esempio.

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