Il vostro ricordo più remoto

Voglio fare un gioco con voi. (NO.)

All’università sto seguendo due corsi bellissimissimi, che tra l’altro sono molto legati tra loro: Didattica dell’Italiano e Linguistica Generale. Un giorno magari ne parlerò un po’ più nel dettaglio, perché sono davvero interessanti – e questa è una cosa che non dico quasi mai di un corso universitario, per cui fidatevi.

In questo post però voglio solo fare un gioco, che poi in realtà non è un gioco, è…boh, un’indagine che ha fatto a lezione il professore di Didattica e che propongo anche a voi, perché secondo me possono venir fuori delle cose carine. Quindi pretendo i commenti di TUTTI.

Allora, chiudete gli occhi. Andate indietro nel tempo, indietro, indietro, scavate nella vostra memoria e poi ditemi: qual è il ricordo più lontano che avete e a quanti anni fa risale? Mi raccomando, non dev’essere un “finto ricordo”, non dev’essere qualcosa che sapete del vostro passato remoto da foto o racconti di altri, ma qualcosa che proprio i vostri sensi si ricordano di aver vissuto.

[Io ho diversi flashback dell’asilo, la scena che mi ricordo meglio (anche se non sono sicura sia proprio il mio primissimo ricordo) è di un giorno in cui la maestra ci ha dato una scheda su cui c’erano varie forme geometriche, ognuna con dentro un pallino di un colore diverso (era una specie di legenda), e sopra un disegno fatto tutto di quelle forme. Io stupidamente non ho capito cosa c’era da fare, e ho colorato le forme della legenda con i colori indicati mentre il resto l’ho colorato come volevo. La maestra ha visto, ha fatto una faccia stizzita e l’ha portato fuori all’altra maestra, che era in corridoio a disegnare su un cartellone. Evidentemente devo esserci rimasta ben male se me lo ricordo così bene. Povera me.]

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44 risposte a Il vostro ricordo più remoto

  1. emanuele ha detto:

    uno dei primi ricordi che ho è di me seduto sul terrazzino di casa nostra a Taranto, quando mio padre lavorava laggiù per l’Ansaldo… 1975 circa e avevo due anni. poi ne ho altri dell’asilo, ma questo è quello più vecchio che ricordo 🙂

  2. Gintoki ha detto:

    Ricordo remoto, mumble…beh, ho dei flash dell’asilo, ma non riesco a collocarli temporalmente, non so quale venga prima e quale dopo…forse il più vecchio è questo: a tavola io sapevo già mangiare da solo, mentre altri bambini volevano essere imboccati. ricordo una volta, allora, lasciai cadere il cucchiaio, sforzando il viso come per piangere. Credo di aver pensato: perché io devo fare da solo e gli altri devono essere imboccati? La maestra, però, non mi cagò proprio. Disse anche qualcosa, ma non lo ricordo, ricostruendo, sarà stato tipo “Beh? Che ti viene, pure a te?”

    Però. di quel periodo ricordo anche altro. Ricordo quando mi tolsero il ciuccio: la scena di mio zio che mi dice che se lo portava via per darlo a un bambino bisognoso.

    Considerando che, credo, tra i 2 i 3 anni un bambino è in grado di usare le posate e abbandona anche il ciuccio, forse sono i più vecchi.

    Ci sarebbe un altro episodio, quello più significativo, ma non sono in grado di dire se sia vero o si tratti di un ricordo costruito successivamente sull’episodio: quando caddi faccia a terra dal divano, spaccandomi tutti i denti davanti. È accaduto nello stesso periodo (2-3 anni d’età), però non ricordo nulla, la corsa in ospedale, le cure, ecc, nulla, ricordo solo me stesso col muso sul pavimento, ho questa fotografia mentale. Forse avrò sognato successivamente la scena, non ne ho idea.

  3. corvobianco213 ha detto:

    Siii!!! Era una vita che aspettavo questa domanda, guarda che è brutto avere una risposta bella e pronta e non avere nessuno che ti fa la domanda giusta, allora il mio ricordo più remoto risale a un bel po di anni fa, avrò avuto si e no quattro anni, sdraiato nel mio lettino osservavo la luce che filtrava dalle persiane e formava disegni sulla parete della stanza, in quel momento ho realizzato di esserci, di essere vivo, una sorta di cogito ergo sum. Grazie mille per la domanda, dasvvero non sai da quanto l’aspettavo…

  4. Michele ha detto:

    mmm bella domanda, ricordo bene quando riconobbi la Z di zorro su un megacartello pubblicitario, dai fumetti che adoravo farmi leggere da piccolo, avrò avuto tra i 3 e i 4 anni

  5. Francesco Vitellini ha detto:

    Il mio ricordo più vecchio risale al 1982, quando, saltando sul divano, feci una capriola a metà per aria e mi ruppi la clavicola 🙂

  6. LaMusa ha detto:

    Ero all’asilo, c’era una ragazzina con cui giocavo, e che voleva giocassi solo con lei. Cercava di fare di tutto per mettere in cattiva luce le altre ragazzine. Una volta ero a giocare con un’altra, una tale Gioia. Arriva la mia piattola, gelosa come una iena che mi fa “e così ora giochi con Gioia?? Lo sai che è cattiva e getta sempre via il cibo??”. Gioia mi guarda con aria triste e per non farmi andare via cerca di attirare la mia attenzione ingoiando lo scatolino della sorpresa dell’ovetto Kinder. Poi lo spunta subito fuori in un violento conato di vomito, e poi vomita copiosamente…Ahahah che brutto ricordo

  7. marcoangels ha detto:

    Ricordo mio padre che mi insegnava ad andare in bicicletta nel cortile dei box dove abitavo… ero un fenomeno. Tranne quando dovevo girare verso destra alla curva del cortile e cadevo praticamente sempre. Io, da gran furbo, davo la colpa al vento, semplice no?!

  8. franciswolves ha detto:

    Asilo, ricreazione, cortile in asfalto ruvido. Partita di calcio. Da bravo portiere afferro la palla con le mani e subito la rilancio in avanti con una gran pedata. Purtroppo la palla sale un po’ troppo e colpisce in piena faccia una delle maestre, che in quel momento camminava per il cortile con due colleghe. Vengo spedito in classe a rimettere in ordine i giocattoli che tutti gli altri avevano sparso in giro poco prima. Con me c’è una bimba di cui non ricordo il nome, e sono abbastanza convinto non me lo ricordassi neanche allora.

  9. Jeremy Merrick ha detto:

    Non è un ricordo dai contorni precisi. Ero sul terrazzo delle mia vecchia casa e per qualche strana ragione stavo accarezzando un passerotto sul dorso, senza che fossi io a tenerlo. Sembrava che mi lasciasse fare. E mi hanno confermato che è realmente accaduto. Età da asilo credo.
    Poi mi sono alzato e ho camminato sull’acqua.

  10. ilgattosyl ha detto:

    cacchio che brutto esercizio…ho scavato nella mente (non che ci fosse molto da lavorarci) e ho trovato un’immagine di mio padre naturale che mi insegue intorno al tavolo di cucina con le intenzioni di darmele…giuro che erano decenni che non pensavo a quell’immagine

  11. zeusstamina ha detto:

    Un ricordo del tempo che fu? Devo scavare e scavare e tenendo conto che formato il mio cervello ogni 5 anni, direi che è difficile. Penso che il mio ricordo più lontano sia del tempo dell’asilo, quando ho saluto i miei compagni perché mi trasferivo in un’altra città. Che momenti tristi. Lasci i tuoi amici e ti dici: “ecco, non incontrerò MAI più nessun amico”. Da quel momento ho incominciato ad avere i traumi e sono diventato quello che sono. Ahahahahaha.
    Why so serious!?

  12. shootanidea ha detto:

    Se chiudo gli occhi come faccio a leggere ? Ahahah. Scherzi a parte il ricordo più lontano ? Nella culla, a giocare con i pupazzetti mentre c’era la partita la domenica in tv e quando segnava il Milan mio padre mi portava in braccio in trionfo per tutta la casa e fu proprio il quel momento che mio padre mi trasmise la passione per il calcio.

  13. Topper ha detto:

    Stamattina. Sì, stamattina ricordo di aver bevuto un po’ di latte. Ma ne sono sicuro, è tutto offuscato.

  14. Signorasinasce ha detto:

    Era sera. Sdraiata sul tavolo della cucina con mia nonna materna che mi teneva per le gambine, mangiavo un panino al latte con formaggio. Ricordo che ero felice perchè a minuti avremmo guardato in tv un programma serale di musica. Avevo 3 anni.

  15. scatenolamente ha detto:

    uno dei miei ricordi più vividi, è la mia immagine allo specchio con in mano un foglio(ero piccola e avevo appena imparato a scrivere). Mia madre si rese conto che avevo scritto tutto al contrario (da destra verso sinistra) e spaventata mi mise difronte lo specchio per farmi capire che solo così potevo leggerlo e che era una cosa sbagliata e non dovevo farlo più . -.-‘ Da qual momento iniziò il calvario per convincermi che dovevo usare la mano destra e scrivere normale. ah ah ah Tutt’ora faccio tutto con la sinistra e a volte scrivo al contrario .. O__O

  16. loveloose ha detto:

    Età non ben definita, ma all’asilo avevo fatto un disegno che mi sembrava fichissimo (probabilmente ora a vederlo mi scompiscerei dal ridere per tanto che era brutto!) e volevo portarmelo a casa da far vedere alla mia famiglia, ma qualcuno me l’ha fregato dal cesto dei disegni e non l’ho più ritrovato. Maledetto chiunque tu sia!

  17. mylifeisajungle ha detto:

    Anche a me era piaciuta molto Linguistica Generale! Allora, vediamo… il ricordo più remoto credo sia all’asilo, quando avevo una tosse da far spavento (cosa che mi è rimasta negli anni) e la maestra mi diede una caramella Club. Non solo da quel giorno mi piacciono molto, ma in più mi regalò anche una collana con una foca di un colore tipo ambra. La conservo ancora. 🙂

  18. Valentina ha detto:

    Linguistica generale è sempre stata la mia materia preferita, ci ho fatto pure la mia prima tesi.
    Comunque il mio ricordo più lontano è di quando mi fecero la festa per il mio primo compleanno: prendevo la torta con le dita cercando di arrivare al tavolo, la mettevo sulla forchettina di plastica e la offrivo ad una mia familiare 🙂 ahahahah

  19. Sir Babylon ha detto:

    Un ricordo, dubito sia il primo, ma in ordine cronologico andando indietro è il primo (ho una pessima memoria), ce l’ho di me dai miei nonni, in Molise. Qualcuno aveva fabbricato un’altalena, con una corda fatta passare attorno al ramo di una vecchissima quercia in cima a una collinetta nel giardino. Io dondolavo felice, e poi mi ricordo di esser scivolato via dal sedile di legno e di essermi sfracellato a terra.
    Forse è per questo che ho una pessima memoria.

  20. Bisus ha detto:

    Io sono sicura di ricordare bene il matrimonio di una mia zia, che però si è sposata quando io avevo due anni e mezzo! nessuno può avermi raccontato quelle cose, perchè nessuno in famiglia le ricorda. Mio fratello ha cinque anni più di me, ricorda pochissimo di quel matrimonio e sostiene che è impossibile che io lo ricordi e quindi mi sono inventata tutto. E con lui anche gli altri hanno grossi dubbi. Questo della mia memoria remota è un tormentone in famiglia:-)

  21. napalm4all ha detto:

    Oddio, di ricordi del periodo asilo/elementari ne ho un sacco, e frammentati. Mi ricordo ad esempio di quando mamma ci portava a fare colazione a scuola da lei (insegnava all’alberghiero) e il cappuccino così non l’ho mai più riassaggiato. Mi ricordo l’asilo vicino scuola con la maestra amica dei miei che abitava ad due palazzi di distanza. Mi ricordo quando papà ci insegnava ad andare in bici e ci allentava i bulloni delle rotelle in modo che le perdessimo per strada. Mi ricordi la mensa delle elementari quando ci arrivò anche mio fratello e ci scambiavamo i piatti che non ci piacevano (e lui chiamava la pasta con le lenticchie la pasta sporca). Mi ricordo le boiate che io e mio fratello facevamo da piccoli con il pongo ed il didò, ed ogni volta che non ci piacevano ovvero sempre le tiravamo nel muro…
    Penso che stasera mi addormenterò sorridendo. No bottiglia di whisky non guardarmi così… 😀

  22. leparoledinessuno ha detto:

    Ho fatto la prima elementare dalle suore !
    Mi ricordo ancora quella terribile esperienza.
    Sono mancino e all’epoca ti bacchettavano la mano per insegnarti a scrivere con la destra !
    Ma poi, nell’insieme, anche se la scuola elementare delle suore era in un bel parco, mi ricordo la severità mostruosa di quelle suore al confronto della mia mamma che mi proteggeva sempre !
    Queste cose scompensano un casino e credo d’esser un pò così anche per il divario pazzesco che c’era tra l’educazione ricevuta da mia mamma e tutto quello che esisteva nella realtà.

    … Mah !

  23. ludmillarte ha detto:

    asilo anche io. mensa, un odore di spezzatino che non volevo mangiare (da piccola detestavo la carne) e un bidello che mi rincuorava e mi asciugava le lacrime. mi sto chiedendo dove fosse però la maestra! mi sto chiedendo anche come finirà questo gioco. mi devo preoccupare? 😉

  24. love2lie ha detto:

    Anch`io anch`io voglio giocare.
    Allora, il mio primo ricordo risale all`asilo. Ero in giardino e stavo limonando con Jessica Alba vestita come in Sin City. Ero in seconda asilo,lei faceva le elementari.

    Ok sono un emerito cretino..é che non ho grossi ricordi dell`infanzia 😦

  25. Zuben ha detto:

    Che bella domanda! Giusto qualche sera fa con gli amici si è parlato proprio di questo.
    Allora… Faccio molta fatica ad abbinarlo ad un’età precisa, immagino che risalga intorno ai 5 anni per via delle prime trasmissioni a colori.
    Mi ricordo di me seduto sul divano, con la TV accesa che trasmetteva le trasmissioni di prova del colore. Avevo la pancia scoperta, forse per caso, e ricordo che guardavo con curiosità il mio ombelico. Ricordo benissimo la strana sensazione di solletico provata andando a metterci il dito!

  26. Julian Vlad ha detto:

    Non so se sia il mio primo ricordo, ma è un ricordo “contestato”, dunque è senz’altro quello giusto 🙂
    Avrò avuto sì e no due anni e mezzo, diciamo tre per buona misura, e me ne stavo comodamente sdraiato a pancia in giù nel mio lettino con le sponde. Ero sveglio, ma tranquillo. Era notte, e si può supporre che con buona probabilità mi sarei addormentato di lì a poco. Invece mia madre mi afferrò, mi tirò su e mi prese in braccio per cullarmi. Cosa del tutto inutile, e che probabilmente ottenne l’effetto contrario a quello desiderato; ovvero il farmi stare sveglio più a lungo di quanto sarebbe stato se i cosiddetti adulti in casa mia si fossero fatti un po’ di più i cazzi propri, allora e per sempre (è venuta un po’ acida sta metafora, ma è anche molto giusta, dunque non la modero e la lascio così 🙂 ).
    Ricordo quel lontano episodio come un fatto storico, perché è una testimonianza in presa diretta che dimostra in modo inconfutabile l’iperansiogenità conclamata della suddetta mamma iperprotettiva. Ed è un ricordo contestato, bollato come fatto impossibile e per questo mai accaduto, dalla genitrice medesima per la medesima ragione che non la mette tanto in buona luce; specie a fronte di una litania che ripete più o meno dal Cretaceo, lamentandosi come io da infante non dormissi mai e non lasciassi di conseguenza nemmeno dormire lei.
    Qualcosa come 35 anni di analisi hanno dimostrato che avevo ragione io, ovvero che ero io a non dormire perché lei non mi lasciava dormire sonni tranquilli. Che quel fatto sia veramente accaduto oppure no, ci sono affezionato come ad un bandiera pirata, perché si tratta in fondo del primo anelito rivoluzionario della mia vita 😉

  27. notturnobreve ha detto:

    fino a circa 4 di età (sono del ’78 preistorico) sono stato in Germania con i miei. Di quel periodo ho tante polaroid che forse hanno influenzato i miei ricordi più remoti…e dovrei rovistare tra i ricordi di quel periodo ed evidenziarne parte non del tutto sbiadita confusa…ricordo quella stanza a Felbert tappezzata e ordinata con una finestra…ricordo l’attesa di mio padre che tornava dal lavoro con i baffi congelati…

    p.s.: del blog su wordpress mi è rimasto quest’avatar, che è il + bello di tutti qua. ciao T.

  28. Vuc's ha detto:

    Bel gioco! All’asilo, non so a quanti anni… Ma feci una scorreggia che obbligò le maestre a guardare il culetto di tutti per veder chi si cagò addosso! Arrivato il mio turno rivelai il segreto… Mi misero in castigo sotto la panchina in corridoio. Ci ho messo di versi anni a tornare a scorreggiare!

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