Verità lapidarie #4

L’ora è figlio dell’allora. – cit. professore di Linguistica Generale

…uno crede di frequentare un corso di Linguistica Generale e si ritrova a un corso di Perle di Saggezza e Trip Esistenziali (stay tuned che ce ne saranno altre).

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19 risposte a Verità lapidarie #4

  1. Francesco Vitellini ha detto:

    Ferdinand si starà rivoltando nella tomba

  2. firesidechats21 ha detto:

    Quindi l’ORO è figlio dell’ALLORO? D:

    *consapevole della battuta triste, corre a suicidarsi*

  3. Sir Babylon ha detto:

    Forse ascolta troppo Jovanotti!

  4. Pablo ha detto:

    L’api d’arie.
    Boh! Mi è venuta così.
    Forse perché devo ancora crescere.
    Pablo

  5. lupus.sine.fabula ha detto:

    Oh mio dio… spero che poi ti abbiano spiegato anche perché una deriva dall’altro…

  6. Ti dico solo che il mio professore si vantava di aver creato una filastrocca sui mesi durante la lezione dopo essersi fermato a MaggioSaggio. Turbamento.

    • pilar93 ha detto:

      Turbamento estremo.
      Un altro mio professore aveva inventato una versione moderna dei Promessi Sposi, però quella era davvero geniale, un giorno la posterò.

      • Julian Vlad ha detto:

        Il mio prof di Letteratura Italiana, all’università, un giorno si mise a considerare la quantità e la varietà di supporti moderni, messi a disposizione di chiunque per tramandare ai posteri pensieri parole opere e/o missioni. Tipo, memorie digitali, registratori su cassetta, videocamere. Tutte cose impensabili anche solo poco tempo fa, e che se fossero esistite, chessò, nel Duecento, forse ora ascolteremmo il monito a non viver come bruti direttamente dalla viva voce di Dante. E fin lì tutto bene, insomma, non faceva una piega, era pure bella come idea. Solo che poi il prof si mise a fissare un punto lontano, oltre la parete di fondo, in un orizzonte mistico che vedeva solo lui (ma che doveva essere un po’ in alto, visto che guardava al di sopra delle nostre teste), mormorando estatico frasi del tipo “chissà che voce aveva, Dante…. chissà Petrarca” [sospiro] “…chissà Boccaccio…”. Dopodiché, un altro sospiro, venato di estatica tenerezza, ed il silenzio del suo sguardo trasognato che durò quei 30 secondi di eternità sospesa, in cui fra noi studenti in quell’aula iniziò a serpeggiare un certo senso di disagio. Fu lì che iniziai a comprendere come non solo quel corso, ma quell’intero mio piano di studi, forse non facesse proprio tanto per me 🙂

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