La leggenda dell’autostima

Per me l’autostima è una cosa inventata. Una leggenda. Una cosa che non esiste. Tipo Babbo Natale, che ti fanno credere che entri in casa dal camino, e io ci credevo anche, ma poi quando sono diventata più grande mi sono resa conto che in casa mia non c’era nemmeno un camino, e quindi.

L’autostima per me è solo un riflesso della stima degli altri. Non sono autosufficiente. Ad esempio, un ragazzo, con evidente riferimento a questo post, mi ha scritto Però adesso quando dirai che non sei bella, tutto quello che vedrò sarà una brava a raccontare bugie, che in pratica è un modo molto carino per dirmi che sono bella (grazie F.), e quando poi mi sono messa davanti allo specchio…mi sono detta che aveva ragione, dannazione.

Ma appunto, da sola non me lo so dire. E questo ovviamente non vale solo per il mero aspetto estetico. Mi stimo solo se so che mi stimano gli altri.

E, a rigor di logica, una cosa una volta che la scopri poi dovresti impararla. Ma io faccio presto a dimenticare, passo la spugna nel mio cervello e via. Ho bisogno che mi venga ricordato ogni giorno. Ma è brutto chiedere a una persona di ricordarti che sei bella, o che sei intelligente, o simpatica, o che vali, è una cosa che non si fa, non sta bene dai.

Mi sento molto una parassita, alle volte.

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16 risposte a La leggenda dell’autostima

  1. Valentina ha detto:

    Infatti è così, hai ragione. Ma pensa a tutti quelli che si sentono strafighi e fantastici senza che nessuno glielo abbia mai detto perchè oggettivamente fanno paura. Quelli hanno l’autostima a mille e sono pure esaltati. Tristesse…
    Io sono esattamente come te. Ma perchè dobbiamo dipendere dagli altri? Siamo convinte di non essere all’altezza di qualche canone o di deludere qualche aspettativa? Io, probabilmente, sì.

  2. luna ha detto:

    Davvero molto volte, purtroppo, ci facciamo influenzare dagli altri e diamo retta a quello che vediamo riflesso nei loro occhi.
    Non dovrebbe essere così…
    Piacere di conoscerti, spero verrai a trovarmi nel mio blog, io parlo di libri!
    A presto.
    Luna

  3. LaMusa ha detto:

    E’ importante anche riconoscersi negli altri. Trovare un po’ di sé in un altro volto, nelle parole di un’altra persona. Magari non tutte, ma alcune si. Alcune valgono la pena.
    E sono quelle persone che non aspetteranno che tu gli chieda certe cose..saranno loro a sentire di volertele ricordare ogni giorno

  4. leparoledinessuno ha detto:

    Per esperienza, posso dirti che, tutti i giorni da circa vent’anni ricordo a mia moglie quanto sia stata e sempre sarà la luce del mio percorso.
    Ci sono rapporti che devono essere continuamente alimentati perché esistono solo così e per me non è un peso, anzi è una gioia.
    Si riassume nella solita stra-usata parola.
    Amore.
    Ciao.

  5. Guarda, ti capisco benissimo, da insicuro cronico, ho sempre bisogno di conferme, temo sempre di fare errori…tipo…oddio…in questo commento avrò coniugato bene tutti i verbi? 🙂

  6. harleyquinn86 ha detto:

    Io credo, ma forse sbaglio, che ci sono qualità che è giusto che ci riconoscano gli altri (la bellezza, per esempio), qualità che dovrebbero riconoscersi tutti (il valore della vita, per dire la più importante) e qualità che possiamo sapere solo noi quanto ce le siamo sudate e quanto peso hanno all’interno della nostra storia.

  7. bleachedgirl ha detto:

    Cavoli, sembro me quando parlo di me.

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