If it means a lot to you

Ho scritto questo post ascoltando questa canzone, ragion per cui voi dovrete leggerlo ascoltando questa canzone. (piccola parentesi: è una canzone degli A Day to Remember, gruppo per cui mi sono pigliata bene ultimamente, questa è molto tranquilla, ma tra le mie preferite ce ne sono alcune tipo questa #goodgirlgonebad) – in questo paragrafo sono riuscita a ripetere canzone tre volte e questo/a cinque volte, ripetitiva me.

Voglio solo dirvi quanto mi piace cantare. Quanto mi piace cantare? Tanto.

Più di quanto io possa spiegare.

L’inghippo è che davanti agli altri mi vergogno. Ho un’estensione vocale assurda (assurda rispetto a quella che credevo di avere, perlomeno, non assurda in senso assoluto), ma l’ho scoperto solo da poco più di un anno, precisamente da quando ho preso la patente e ho cominciato a farmi dei viaggi in macchina da sola, cantando a squarciagola senza vergogna. Anche con i finestrini abbassati, il che in effetti è un controsenso, ma la macchina mi fa sentire protetta. E insomma canto da dio, ma nessuno lo saprà mai.

Che è una cosa che a un’altra persona potrebbe non fare né caldo né freddo, e neanche tiepido, ma per me è diverso. Perché quando canto vorrei che lì davanti a me ci fosse una persona a cui cantare quelle parole. Vorrei che ci fosse un ragazzo a duettare con me in questa canzone. Vorrei avere la voce che ho in macchina anche fuori dalla macchina, e che le persone che mi ascoltano rimanessero estasiate, come se stesse cantando un angelo. È qualcosa di più rispetto a chi cantando immagina di essere su un palco o cose così, quello lo fanno tutti. Ma la mia è una sensazione che non riesco nemmeno a esprimere.

Cantare sarebbe il mio modo di buttare fuori tutto quello che ho dentro, ancora più di scrivere, ancora più di essere bella, che my insides don’t match up with my outsides, questo l’ho già detto, ma se potessi guardare negli occhi una persona e mettere queste note una di seguito all’altra, che le note sono bellissime, soprattutto una di seguito all’altra o anche una sopra l’altra, ecco, se potessi fare questo per un attimo tutto combacerebbe, il mio dentro e il mio fuori sarebbero uniti, e sarebbe un momento di grazia – ovviamente non parlo per esperienza, sto solo cercando di immedesimarmi in questo sogno.

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4 risposte a If it means a lot to you

  1. Valentina ha detto:

    Anch’io mi vergogno tantissimo a cantare. Non sono per niente stonata, ho fatto un corso di canto quando ero piccola ma non sono riuscita ad uscire dal coro perchè fare un assolo sarebbe stato troppo spaventoso per me.
    Prima o poi troverai la persona giusta a cui cantare tutto quello che senti dentro, te lo auguro ma ne sono anche sicura. 😉

  2. Pablo ha detto:

    Intanto predisponi un registratore in macchina. Andrebbe bene anche un’app sul telefonino.
    E poi, beh, trova il modo di farci ascoltare la tua voce. Senza timore.
    Pablo

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