René Magritte, Les amants (perché io ho fatto il linguistico e so le lingue)

Allora, con questo post volevo, oltre che salvare me stessa dalla noia, presentarvi il mio quadro preferito in assoluto. (Che poi…io uso questi paroloni, preferito, assoluto, ma chissà che tra una settimana non avrò già cambiato quadro-preferito-in-assoluto. Io mi innamoro in un attimo.)

La prima cosa da dire è che Magritte era un genio. I suoi quadri mi piacciono (quasi) tutti da impazzire. A casa ho pure un libro che parla di lui, uno di quei libri giganti e fichissimi della Taschen – che fa sentire fichissima anche me per averlo comprato.
Magritte è quello della pipa, di Ceci n’est pas une pipe, di cui lui stesso ha dichiarato «La fameuse pipe, me l’a-t-on assez reprochée! Et pourtant, pouvez-vous la bourrer ma pipe? Non, n’est-ce pas, elle n’est qu’une représentation. Donc si j’avais écrit sous mon tableau “ceci est une pipe”, j’aurais menti!» (traduzione per i non-poliglotti: «La famosa pipa, mi è stata tanto rimproverata! Eppure, potete caricarla la mia pipa? No, è solo una rappresentazione. Quindi se avessi scritto sotto il mio quadro “questa è una pipa”, avrei mentito!»).

Parlando invece di questo quadro…la leggenda dice che l’ossessione di Magritte per le facce coperte in questo modo risalga al 1912, ai suoi quattordici anni, l’età che aveva quando ha visto il cadavere della madre, che si era suicidata buttandosi nel fiume Sambre, con il volto coperto dalla camicia da notte. Ora, che ciò sia vero o no, a me mi ha affascinato dalla prima volta che l’ho visto. E lo so che a me mi non si dice, ma volevo rimarcare la cosa.

Magari non so esattamente cosa volesse dire Magritte dipingendo due persone, due amants che si baciano senza baciarsi davvero, attraverso due lenzuoli. Ma secondo me voleva dire che quella a sinistra sono io, che credo di avere rapporti con le altre persone e invece c’è sempre in mezzo qualche ostacolo. Qualche ostacolo che di solito sono io, che prima che Magritte mi dipingesse mi sono premurata di avvolgere la testa mia e del mio presunto amante per paura che nel tentativo di vivere uno dei due si facesse male. Io, che vivo tutto in modo un po’ attutito, sempre per paura, e non mi godo nulla. Io, che ho anche paura che quel velo che ho in faccia finisca per non staccarmisi più, che sarebbe un bel problema.

Nel caso, io non ho una soluzione. L’unica cosa che posso dire al momento è che ora mi andrò a fumare una meritata sigaretta, meritata perché non ho fumato tuttotuttissimo il giorno e fra neanche un’ora è mezzanotte e non sia mai che per l’intero giorno 2 agosto 2013 io non abbia fumato neanche una sigaretta (adesso che lo scrivo mi sembra la cosa più assurda del mondo).

René MagritteMi fumo una paglia con Magritte.

[Ah, questo post era anche per dire che a) c’è un Musée Magritte e si trova in Belgio, b) Les amants è collocato al MOMA di New York e che quindi c) se qualcuno vuole portarmi subito in uno di questi due posti non si tiri indietro.]

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